Fisiologia della Funzione Erettile

Fisiologia della funzione erettile

L’erezione peniena è l’effetto della cascata di eventi psico-neuro-endocrino-vascolari, che si attiva in seguito a stimoli riflessi o centrali. L’erezione riflette un equilibrio dinamico tra forze eccitatorie e inibitorie.

Mentre il sistema nervoso simpatico, vasocostrittore, tende ad inibire l’erezione, il sistema parasimpatico, vasodilatante e mio-rilassante, costituisce una delle forze eccitatorie.

I segnali che provocano l’erezione possono originare nei genitali o nel cervello.

Si distingue pertanto una:

  • erezione riflessa, si realizza in seguito a stimolazione dei genitali esterni e delle zone erogene del corpo;
  • erezione psicogena, si raggiunge grazie a stimoli sessuali elaborati a livello del Sistema Nervoso Centrale (immaginativi, visivi, uditivi, olfattivi ecc.);
  • erezione notturna: si verifica spontaneamente durante le fasi di sonno REM in ogni soggetto sano, mediamente in numero di 4 episodi, il cui significato si pensa sia legato alla preservazione dell’integrità delle strutture peniene.

Dopo un adeguato stimolo neuro-ormonale, i requisiti successivi per provocare l’erezione sono sia la capacità di aumentare il flusso ematico penieno e sia l’occlusione del deflusso venoso. Ciò si realizza attraverso una modificazione dello stato di contrattilità della

Fig 1 – Modificazioni dei corpi cavernosi durante l’erezione muscolatura liscia dei corpi cavernosi e del sistema arterioso.

La modulazione del tono della muscolatura liscia dei corpi cavernosi e delle arterie è, a sua volta, mediato da un cocktail neuroendocrino locale. Gli studi di fisiologia dell’erezione hanno portato alla scoperta di un gran numero di ormoni, neurotrasmettitori e neuromodulatori:acetilcolina, catecolamine, peptide vasoattivo intestinale (VIP), prostaglandine e sostanze derivanti dall’endotelio, l’ossido di azoto (NO) ed endoteline (2). E’ stato, inoltre, chiarito che la rapida propagazione intercellulare di stimolatori locali neurali o ormonali è dovuta alla presenza di gap junctions. Questi messaggeri chimici inducono il rilassamento della muscolatura delle arterie e dei corpi cavernosi, causando un maggior afflusso di sangue nel pene. L’espansione dei corpi cavernosi comprime le vene che drenano il sangue dal pene, fino al punto da ostruirle e da intrappolare il sangue. Si produce così un’erezione.

In funzione dello stato emodinamico del pene, si distinguono 5 fasi successive nel meccanismo erettive:

  • fase 0, coincide alla fase di flacidità del pene, la muscolatura liscia dei corpi cavernosi si trova in uno stato di contrazione tonica, sotto la modulazione simpatica. Il flusso ematico del pene è minimo (8ml/min/100gr) per la vasocostrizione arteriolare. La pressione intracavernosa è simile a quella venosa (5-7mmHg).
  • fase 1, di latenza o di riempimento, la liberazione di sostanze vasoattive come l’ossido nitrico (NO), determina il rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi e delle arteriole con aumento del flusso arterioso verso gli spazi lacunari dei corpi cavernosi, a loro volta gia dilatati, e diminuizione del deflusso venoso.
  • fase 2, di tumescenza, si realizza un ulteriore rilassamento della muscolatura liscia, il pene si modifica dimensionalmente con aumento della pressione all’interno dei corpi cavernosi fino a raggiungere un valore simile a quello della pressione arteriosa sistolica, e attivazione del meccanismo veno-occlusivo.
  • fase 3, di erezione piena, il pene raggiunge la sua massima espansione.
  • fase 4, di erezione rigida, la pressione intracavernosa supera quella sistolica, grazie alla contrazione volontaria e riflessa (riflesso bulbo-cavernoso) dei muscoli ischiocavernosi e bulbocavernosi, e si raggiunge la completa rigidità.
  • fase 5, di detumescenza, con recupero dello stato di flacidità peniena, per contrazione della muscolatura liscia arteriolare e dei corpi cavernosi, con riduzione dell’afflusso arterioso, aumento del deflusso venoso, e riduzione della pressione intracavernosa.

Le fasi di flacidità e di detumescenza peniena (fase 0 e 5) sono controllo del sistema ortosimpatico, mentre il sistema nervoso parasimpatico è responsabile di tutte le fasi dell’erezione.

In assenza di stimoli sessuali, le erezioni sono continuamente inibite dal sistema nervoso ortosimpatico (o simpatico).

Durante il sonno REM, i neuroni del sistema simpatico sono inattivati nel locus coeruleus, un’area specifica del tronco cerebrale, la parte del cervello che si connette al midollo spinale. E’ ipotizzato che, durante il sonno REM, nel momento in cui questo centro cerebrale del sistema simpatico è inattivo, i percorsi nervosi proerettivi predominano, determinando le erezioni notturne.

L’altra struttura nervosa inibente l’erezione, ipotizzata, è il nucleo paragigantocellulare (PGN) del mesencefalo. Questo centro cerebrale invia lungo il midollo spinale segnali che frenano l’erezione. I neuroni del PGN inviano la maggior parte dei loro assoni fino al centro midollare parasimpatico generatore dell’erezione (S2-S4), rilasciando serotonina. Questo neurotrasmettitore inibisce l’erezione. Al contrario, il sistema parasimpatico è eccitatorio.

Le erezioni riflesse sono generate integralmente nel sistema parasimpatico del midollo spinale, situato fra la vertebra S3 e la T12. Stimolazioni tattili del pene inviano segnali sensori a questo centro ortosimpatico attraverso il nervo pudendo. I segnali attivano gli interneuroni, che a loro volta stimolano i neuroni parasimpatici vicini che inviano segnali pro-erettivi ai vasi sanguigni del pene, e l’arco riflesso si conclude.

Altre strutture favorenti l’erezione sono il nucleo paraventricolare (PVN) e l’area preottica mediale (MPOA) dell’ipotalamo. L’ipotalamo svolge un ruolo basilare nel connettere il sistema nervoso ed endocrino, ed è coinvolta nel controllo di comportamenti fondamentali, come quello sessuale, la nutrizione, l’aggressività ecc…

Nel corso dell’eccitazione sessuale il nucleo paraventricolare rilascia ossitocina a livello spinale, un neurotrasmettitore proerettile, attivando le vie nervose eccitatorie che dal centro parasimpatico arrivano al pene. L’area pre-ottica sembrerebbe svolgere un ruolo di antagonizzare le proiezioni serotoninergiche inibitorie, a partenza dal nucleo paragigantocellulare.

Da queste basi emerge il concetto che l’erezione deve essere considerata espressione finale di un’armonica integrazione dei diversi organi ed apparati, il tutto coordinato e filtrato dalle cosiddette funzioni corticali superiori, cioè dall’insieme di reazioni di carattere biochimi neuro-endocrino che costituiscono la base biologica del comportamento sessuale.

L’erezione, però, è solo un aspetto della funzione sessuale. Funzione che può essere descritta come la fisiologica sequenza di eventi che, iniziando dall’eccitazione, si completa con l’orgasmo.

Masters e Johnson hanno descritto e documentato sperimentalmente tale sequenza di eventi in quattro stadi:

  1. eccitazione: stadio caratterizzato dalla comparsa di sensazioni erotiche (fase ideativa-affettiva) e dalla tumescenza peniena, collegati ad altri fenomeni secondari quali la miotonia, l’iperventilazione, l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.
  2. mantenimento: è la fase che precede l’orgasmo. L’erezione è completa, raggiunge un plateau, e può essere mantenuta per intervalli di tempo variabili nei diversi individui.
  3. orgasmo: stadio della percezione del piacere, accompagnata, nel maschio con normale reattività, da una serie di getti eiaculatori (fase di “espulsione”). La percezione del piacere, collegata alla fase di “espulsione” del liquido seminale dall’uretra, è preceduta dalla cosiddetta fase di “emissione”, in cui il liquido seminale si raccoglie nella porzione bulbare dell’uretra, e questa fase corrisponde a quella che Masters e Johnson chiamano di “inevitabilità dell’eiaculazione”, poiché una volta verificatasi, il completamento dell’eiaculazione risulta inarrestabile.
  4. risoluzione: periodo di refrattarietà ad ulteriori stimoli sessuali. Si ha la detumescenza del pene e scompaiono i fenomeni che accompagnano l’eccitazione. Questa fase è variabile nei diversi individui e con l’età.