Prostata

Anatomia della Prostata

La prostata è un organo musco-ghiandolare con la forma di un cono appiattito dall’avanti all’indietro, con la base situata in alto, verso la vescica e l’apice rivolto in basso e in avanti, verso il diaframma urogenitale.

Nella ghiandola si possono considerare una base, un apice e quattro facce, di cui una anteriore, una posteriore e due laterali.

Dal punto di vista topografico si può osservare come la prostata alloggi in una cavità in parte ossea ed in parte aponevrotica, detta loggia prostatica, in cui si possono distinguere sei pareti:

  • anteriore: costituita dalla faccia posteriore del pube
  • posteriore: data dalla aponeurosi di Denonvilliers
  • due laterali: rappresentate dalle aponevrosi laterali della prostata
  • inferiore: corrispondente alla lamina profonda dell’aponevrosi perineale media
  • superiore: chiusa solo in avanti dai legamenti pubo-vescicali, mentre indietro la loggia rimane aperta e la prostata è in contatto diretto con la vescica.

Dal punto di vista istologico è attualmente accettata la suddivisone della ghiandola in cinque zone, secondo il modello offerto da Mc Neal.

  1. Zona centrale:costituisce un terzo circa della massa dell’organo, occupandone la sua regione ventrale, preuretrale, dalla base all’apice. E’ costituito da connettivo e fibre muscolari. Nessuna patologia originerebbe da questa regione.
  2. Zona ghiandolare periferica:Rappresenta il 75% della massa ghiandolare della prostata. E’ rappresentata dalla doppia serie di dotti che sboccano sulla parete posteriore dell’uretra distale, che va dalla base del veru montanum all’apice ghiandolare. Questi dotti sono notevolmente ramificati ed occupano le porzioni posteriori e laterali della ghiandola, essendo ben separati da una netta demarcazione anatomica da quelli della zona centrale, dai quali sono inoltre nettamente differenti per le caratteristiche istologiche. Dalla zona periferica originerebbe il cancro e la maggior parte dei processi flogistici cronici, ad espressione focale.
  3. Zona ghiandolare centrale:Questa regione ha forma di un cono compatto che va dalla base della prostata fino al collicolo seminale ed è costituita da tessuto ghiandolare. Non sembra che da esso si sviluppino patologie.
  4. Zona preprostatica:questa regione ha la sua delimitazione anatomica nel cilindro muscolare dello sfintere liscio, che circonda l’uretra prossimale dal collo vescicale fino al veru montanum. Le ghiandole di questa zona non raggiungono l’1% della massa ghiandolare della prostata. Da esse originerebbero i noduli solitari sottomucosi di ipertrofia benigna che, partendo dorsalmente dalla linea mediana, aggettano sulla parete vescicale.
  5. Zona di transizione:nella parte più distale dell’uretra prossimale, in vicinanza del bordo distale dello sfintere liscio, alcuni dotti riescono a superarlo, sviluppando oltre i suoi confini e generando una ramificazione di dotti e acini, che raggiungono il 5% del volume ghiandolare totale. Tali dotti si ramificano con radiazioni laterali e ventrali, e si posizionano tra zona periferica, posteriormente e stroma fibromuscolare, anteriormente. Da questa zona trarrebbero origine i noduli laterali di ipertrofia benigna.

Un altro modello di suddivisione, di Gil-Vernet, suddivide la prostata in due porzioni principali, separate da una regione intermedia: la ghiandola caudale (esterna) e la ghiandola craniale(interna). Tale suddivisione si fonda sulla localizzazione delle aperture dei rispettivi canali ghiandolari nell’uretra.

La ghiandola caudale è inframontanale e retro-spermatica. Questa regione corrisponde alla zona periferica descritta da McNeal. La ghiandola craniale è sovramontanale e prespermatica.

La funzione della prostata riguarda l’attività secretorio-propulsiva, in conseguenza della sua duplice composizione ghiandolare e muscolare, avendo maggiore importanza il contributo secretorio.

Per ciascuna eiaculazione il contributo della prostata è di 0,6-1,6 ml di secreto, con pH francamente acido, compreso tra 6.5 e 6,8.

Tale secreto svolge un’azione importante nei processi di coagulazione-liquefazione del liquido seminale, di stabilizzazione della cromatina spermatozoaria, di attività antibatterica e nei processi di metabolismo energetico e della cinesi dello spermatozoo.

La presenza di componenti specifici, insieme all’assenza di fruttosio, costituisce un marker biochimico utile per differenziare nello sperma il contributo prostatico da quello delle vescicole seminali. Fondamentalmente tutto l’acido citrico e lo zinco del plasma seminale hanno origine nella prostata. L’acido citrico condiziona la fluidificazione dello sperma eiaculato, mentre lo zinco garantisce l’attività antibatterica.

La prostata è anche la fonte più ricca di spermina nell’organismo. Il suo ruolo sembra essere quello di proteggere il tratto urogenitale dagli agenti infettivi, ma probabilmente essa agisce anche sulla motilità spermatozoaria. Colesterolo e fosfolipidi stabilizzano lo sperma contro traumi termici ed ambientali.

Esistono, inoltre, tre proteine secrete dalla prostata umana: l’antigene specifico della prostata (PSA), la fosfatasi acida prostatica (PAP), la proteina-94 specifica della prostata (PSP 94).

L’antigene prostatico specifico (PSA) interviene con gli attivatori del plasminogeno nella liquefazione. Le funzioni biologiche della PAP e della PSP-94 non sono note.

Infine, il liquido prostatico ha il compito di lubrificare la superficie uretrale, consentendo la massima velocità possibile al getto spermatico, assegnatagli dalle forze propulsive.