Ipofisi

Anatomia dell’Ipofisi

L’ipofisi (ghiandola pitutitaria) è una piccola ghiandola del peso di circa 0.5 grammi, localizzata in una cavità oseea, la sella turcica dello sfenoide, alla base del cranio. Una robusta piega della dura madre, il diaphragma sellae, separa la sella turcica dalla cavità cranica, ed è attraversata dal penducolo ipofisario e dai suoi vasi sanguigni satelliti, che così raggiungono il corpo della ghiandola.

Il lobo anteriore o adenoipofisi rappresenta il 75% del peso totale della ghiandola.

L’ipofisi riceve l’irrorazione arteriosa da rami dell’arteria ipofisaria superiore, che a sua volta deriva dall’arteria carotidea interna. Il sangue venoso penetra nella ghiandola ipofisaria attraverso un sistema portale, molto importante, che origina da strutture vascolari specializzate della eminenza mediana, costituite da brevi arterie terminali dritte, con pareti muscolari, circondate da numerosi capillari. Questi capillari si riuniscono in una serie di vene parallele che scendono lungo il penducolo ipofisario e confluiscono nei capillari sinusoidali del lobo anteriore. Questi vasi trasportano i neurosecreti dall’ipotalamo all’adenoipofisi.

L’ipofisi dell’uomo è insieme di numerose unità funzionali, ciascuno composta da un tipo di cellula specifica, che sintetizza e secerne uno degli ormoni ipofisari.

Le cellule gonadotropiniche elaborano e secernono i due ormoni gonadotropi: LH (Luteinizing Hormon) ed FSH (Follicle Stimulating Hormone).

L’ipofisi anteriore, funzionalmente collegata all’ipotalamo per mezzo del sistema portale ipotalamo-ipofisario, trasporta il GnRH alle cellule gonadotropiniche dell’adenoipofisi e le stimola a secernere FSH ed LH.

L’Ormone Luteinizzante stimola la steroidogenesi nelle cellule di Leydig, il Follicolo Stimolante ed il testosterone inducono le cellule di Sertoli a produrre proteine indispensabili alla spermatogenesi.

Cellule di Leydig e di Sertoli, con le loro secrezioni, esercitano un feedback sull’ipofisi e l’ipotalamo e modulano la propria attività grazie all’intervento di complessi meccanismi autocrini e paracrini.